Gli Istituti tecnici superiori: la diffusione della cultura tecnica e scientifica, con l'obiettivo di uno scambio con il sistema economico e produttivo dei territori

(Lo stato dell'arte)

                “Gli Istituti Tecnici Superiori sono strutture speciali di alta tecnologia costituite con lo scopo di offrire ai giovani una formazione post-secondaria altamente qualificata, in grado di avvicinare ulteriormente scuola e lavoro. Gli ITS, infatti, permettono a chi ha terminato l’istruzione secondaria di secondo grado di conseguire un Diploma di Tecnico Superiore che consente l’accesso al mondo del lavoro all’interno del proprio specifico ambito di specializzazione. Ma gli Istituti Tecnici Superiori permettono anche di proseguire gli studi in ambito universitario.”

Così venivano definiti gli ITS nella prima Conferenza dei Servizi sugli Istituti Tecnici Superiori tenutasi a Roma il 30 Maggio 2011.

Alla conclusione, 31 Dicembre 2012, di una fase transitoria di prima applicazione del Decreto del Consiglio dei Ministri 25 Gennaio 2008, qual è l’identità, quali sono gli obiettivi, e la struttura organizzativa ad oggi di queste scuole di livello post-secondario parallele ai percorsi accademici?

Identità

Gli Istituti Tecnici Superiori (I.T.S.) sono istituti di eccellenza ad alta specializzazione tecnologica, la cui offerta si configura in percorsi ordinamentali. Essi  costituiscono il segmento di formazione terziaria non universitaria che risponde alla domanda delle imprese di nuove ed elevate competenze tecniche e tecnologiche per promuovere i processi di innovazione.

I percorsi I.T.S. si collocano nel V livello EQF e consentono l’acquisizione di crediti riconosciuti dalle università in base alla legislazione vigente in materia.

La programmazione regionale definisce e sostiene l'identità degli I.T.S. attraverso i piani triennali previsti dal D.P.C.M. 25 gennaio 2008.

La governance interna dei percorsi degli I.T.S. spetta alle relative Fondazioni,  soggetti di diritto privato con finalità pubbliche, che la esercitano nel rispetto della programmazione regionale e degli standard definiti a livello nazionale

Ferme restando le competenze delle Regioni in materia, il monitoraggio e la valutazione dei piani di intervento realizzati dagli I.T.S. è effettuato a norma dell’articolo 14 del citato D.P.C.M. secondo modalità che integrano le risorse disponibili.

I controlli di legittimità sull’amministrazione delle Fondazioni sono esercitati dal Prefetto, competente per territorio, a norma del Capo II, Titolo II, libro I, del Codice Civile e, in particolare, dell’articolo 3, ultimo comma, e degli articoli 25-28.

Gli Istituti Tecnici Superiori (I.T.S.) sono fondazioni di partecipazione, dotate di autonomia statutaria, didattica, di ricerca, organizzativa, amministrativa e finanziaria, che operano  nel rispetto degli indirizzi della programmazione regionale e degli standard definiti a livello nazionale, con particolare riferimento a quanto previsto dal D.P.C.M. 25 gennaio 2008 e dall’articolo 52, comma 2, della legge n.35/2012.

Ai fini della semplificazione degli organi, si segnala l’opportunità che, qualora si manifesti una pluralità di partecipazioni omologhe (scuole, imprese, strutture formative accreditate, ecc.), vengano  favorite  rappresentanze unitarie, individuate preferibilmente sulla base di accordi  tra i soggetti interessati.

Come previsto dal citato decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, gli organi statutari essenziali della Fondazione di partecipazione sono: l’Assemblea di partecipazione, il Consiglio di Indirizzo, il Comitato tecnico scientifico, il Presidente e la Giunta esecutiva, composta da un numero di membri, compreso il Presidente, non superiore a cinque. Sono membri di diritto, oltre al Presidente, il Dirigente pro-tempore dell’Istituto tecnico o professionale ente di riferimento e il rappresentante dell’Ente Locale, individuato tra i soci fondatori. Va, inoltre, assicurata la partecipazione di almeno un rappresentante degli imprenditori, soci fondatori, secondo i criteri stabiliti dalla Fondazione.

Il ruolo di Presidente della Fondazione e di Dirigente Scolastico sono tra loro incompatibili. La durata in carica degli organi è triennale.

 

Obiettivi da perseguire

a)  accompagnare e sostenere l’implementazione delle misure di semplificazione e promozione dell’istruzione tecnico - professionale, anche in vista dell’attuazione della legge 28 giugno 2012, n. 92 “Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita”, articolo  4, comma 55, con riferimento alla promozione ed al sostegno della realizzazione di reti territoriali che comprendono l’insieme dei servizi di istruzione, formazione e lavoro;

b)    promuovere  i percorsi in apprendistato  come opportunità di immediato accesso al lavoro  dei giovani e di crescita economica e sociale;

c)   realizzare le misure di cui alla lettera a),  dando definitivo  impulso all’applicazione dell’art. 13, comma 2,  del decreto legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007 n. 40, che ha introdotto, nel sistema educativo e formativo nazionale, la costituzione, in ambito provinciale o sub-provinciale, dei Poli tecnico-professionali, sulla base della programmazione dell'offerta formativa, comprensiva della formazione tecnica superiore, di competenza esclusiva delle Regioni. I Poli costituiscono una modalità organizzativa di condivisione delle risorse pubbliche e private disponibili, anche ai fini di un più efficiente ed efficace ricorso agli spazi  di flessibilità organizzativa delle istituzioni scolastiche e formative, con  il pieno utilizzo degli strumenti previsti dagli ordinamenti in vigore. Nel quadro della citata norma,  i Poli possono essere costituiti progressivamente, a partire dalla realizzazione di progetti pilota, sulla base delle determinazioni delle Regioni, anche in ambito interprovinciale, con riferimento alle caratteristiche del sistema produttivo del territorio, da aggregazioni tra soggetti pubblici e privati formalizzate attraverso  accordi  di rete, redatti nel rispetto degli standard minimi di cui all’allegato C). La costituzione dei Poli può essere promossa anche dalle Fondazioni I.T.S. nell’ambito delle misure di cui all’articolo 2, comma 1, lettera c) , del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 25 gennaio 2008;

d)   semplificare gli organi e la governance degli Istituti Tecnici Superiori (I.TS.) e potenziarne  il ruolo come istituti di eccellenza ad alta specializzazione tecnologica, la cui offerta si configura in percorsi ordinamentali. Essi  costituiscono il segmento di formazione terziaria non universitaria che risponde alla domanda delle imprese di nuove ed elevate competenze tecniche e tecnologiche per promuovere i processi di innovazione, nella logica delle “smart specialization”. Le Regioni considerano, nella loro autonomia, l’inserimento degli I.T.S. nell’ambito delle strutture accreditate per l’alta formazione, ai fini della partecipazione agli interventi cofinanziati dall’Unione europea.

e)     determinare l’organizzazione delle commissioni degli esami finali per il rilascio di diplomi di tecnico superiore, nel rispetto dei criteri generali di cui all’articolo 8 del  decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri  25 gennaio 2008

 

Struttura organizzativa: I Poli tecnico-professionali

                I poli in una logica di rete costituiscono una modalità organizzativa di condivisione delle risorse pubbliche  e private disponibili, anche ai fini di un più efficiente ed efficace utilizzo degli spazi di flessibilità organizzativa delle istituzioni scolastiche e formative, con il pieno utilizzo degli strumenti previsti dagli ordinamenti in vigore.

Al fine di garantire l’unitarietà del sistema formativo territoriale anche in relazione alla programmazione dell’offerta formativa non interessata dalla costituzione dei Poli,  la Regione predispone  appositi confronti  interistituzionali che includano tutti i soggetti interessati alla programmazione dei Poli tecnico-professionali. Ne consegue che, la scelta concertata e condivisa di fondo, da effettuare a priori sul territorio, coniuga le scelte di carattere amministrativo e di governance, propri degli Enti locali e della Regione, con gli obiettivi e le finalità educative e formative di competenza delle istituzioni scolastiche autonome e istituzioni formative, con le caratteristiche e vocazionalità  delle filiere  produttive (imprese, organizzazioni datoriali e parti sociali), delle professioni (albi professionali) e dei centri di ricerca eventualmente presenti sul territorio (CNR, Università, centri pubblici e privati di ricerca). I confronti interistituzionali sono anche i luoghi ove si costruisce l’offerta dei servizi del polo.

Questa sinergia deve tradursi in un processo finalizzato alla costituzione dei Poli tecnico- professionali non solo per determinare un sistema di istruzione e di formazione  coerente con i fabbisogni formativi dei processi produttivi, ma capace di consentire la sua apertura verso momenti diversificati di approfondimento e di specializzazione e la sua valorizzazione  come risorsa utilizzata in modo  sinergico con le altre offerte culturali del territorio.

Il sistema educativo, in sinergia con quello produttivo, è chiamato a tener conto delle  competenze emergenti e a rispondervi sulla base di un linguaggio comune ai diversi sistemi, con riferimento alla correlazione fra il sistema educativo e le filiere produttive, al fine di garantire un legame solido nella definizione ed esplicitazione dei fabbisogni formativi in termini di competenze o profili e nelle modalità di soddisfazione degli stessi attraverso interventi mirati e puntuali.

 

                Il polo tecnico professionale, che favorisce la collaborazione tra differenti soggetti coinvolgendo discenti e formatori in una “comunità di pratica”, è:

a)    un ambiente di apprendimento in contesti applicativi e di lavoro, dove si raccolgono e si coordinano saperi, tecnologie, intelligenze e professionalità;

b)    un contesto didattico strutturato nelle risorse, nei ruoli, nel percorso, nel risultato atteso  ed  evoca un contesto aperto, ricco, fluido, composito;

c)     un luogo dell' apprendimento in situazione e può essere inserito all'interno di attività produttive e/o professionali. 

 

                Il polo tecnico professionale consente di:

a)  creare sinergia tra i percorsi ed i diversi soggetti dell'offerta formativa e le imprese, condividendo risorse umane, laboratori, analisi di fabbisogni e progettualità;

b)   qualificare nell'apprendimento in situazione gli obiettivi specifici dei singoli percorsi;

c)   favorire la continuità dei percorsi formativi ed il successo formativo, contrastando il rischio di abbandono e dispersione;

d)   promuovere azioni trasversali alle diverse offerte formative;

e)   promuovere il contratto di apprendistato e qualificarne il contenuto formativo, con particolare riferimento al primo e terzo livello;

f)    favorire l'esperienza di formazione in alternanza;

g)   promuovere la formazione permanente e continua;

h)   creare le condizioni affinché le autonomie scolastiche e formative realizzino la flessibilità curricolare con il pieno utilizzo degli strumenti esistenti;

i)    attivare azioni di orientamento;

j)    realizzare azioni di accompagnamento dei giovani adulti per il rientro nel sistema educativo di istruzione e formazione; 

k)  realizzare interventi di formazione congiunta di carattere scientifico, tecnico e tecnologico per i docenti e i formatori impegnati nelle diverse istituzioni educative e formative.

 

Le risorse

Le risorse sono assegnate agli ITS sulla base di:

a)     Criteri e requisiti minimi di accesso iniziale al Fondo. Nello specifico le fondazioni ITS devono:

  • essere ricomprese nei “Piani territoriali” delle Regioni, di cui all’articolo 11 del D.P.C.M. 25 gennaio 2008, che  specificano anche  i diplomi dei relativi percorsi attuabili;
  • disporre di un patrimonio che garantisca la piena realizzazione di un ciclo completo di percorsi e l’avvio di uno successivo (indice di patrimonializzazione);
  • disporre di risorse dedicate - strutturali, professionali, strumentali, logistiche – rese  disponibili dai Soci, tali da garantire una loro partecipazione attiva (indice di partecipazione attiva);
  • avere una rete di relazioni stabili con imprese e/o sistemi/organizzazioni di imprese in ambito interregionale e internazionale, funzionali a garantire una ricaduta dell’attività formativa  ulteriore rispetto al territorio di riferimento, almeno in termini di occupabilità/mobilità dei giovani e risposta ai fabbisogni delle imprese (indice di relazione).

 

b)    Indicatori di realizzazione e di risultato per il mantenimento dell’autorizzazione al riconoscimento del titolo e per l’accesso al finanziamento del Fondo.

Le Fondazioni sono valutate in base ai seguenti indicatori e descrittori di realizzazione e di risultato come segue:

  • attrattività:  selezione in ingresso (n. allievi iscritti /n. richieste di iscrizione);
  • successo formativo (n. iscritti/n. allievi diplomati);
  • occupabilità: tasso di occupazione coerente a 6 mesi e a 12 mesi dal conseguimento del titolo (n. occupati coerenti/n. iscritti);
  • professionalizzazione/permanenza in impresa: numero di  ore formative sviluppate in contesti di impresa; 
  • partecipazione attiva: ore docenza di personale di impresa/ore totali; ore sviluppate in laboratori di imprese o laboratori di ricerca/ore totali; ore docenza universitaria /ore totali;
  • reti interregionali: numero di allievi;  numero di ore sviluppate in imprese nazionali/estere; numero di formatori; numero di  ore provenienti da imprese, istituzioni formative  di altri Regioni/Stati.

 

Dati statistici

Gli ITS istituiti sono 61:

  • 28 nell'area delle nuove tecnologie per il made in Italy;
  • 11 nell'area della mobilità sostenibile;
  • 9 nell'area dellefficienza energetica;
  • 6 nell'area delle tecnologie innovative per i beni e le attività culturali;
  • 6 nell'area delle tecnologie della informazione e della comunicazione;
  • 2 nell'area delle nuove tecnologie della vita.

 

Dagli esiti del monitoraggio risulta che, entro il 2012, sono stati costituiti 61 ITS,  116 percorsi attivati con 2.421 frequentanti, di cui l' 84% ha meno di 24 anni e il 96% sono diplomati. In media per ogni corso si sono presentate alle selezioni 45,4 persone a fronte di classi di 25 alunni. I corsi che appaiono più richiesti sono quelli della mobilità sostenibile, per i quali in media si sono presentate alle prove di selezione di ciascun corso 77,6 persone. I docenti provengono per il 35% dal mondo delle imprese, è alta anche la percentuale di docenti raggruppati sotto la voce Â"altroÂ" (22%). In genere questi docenti sono liberi professionisti, quindi non diretta espressione delle imprese, ma appartenenti al mondo del lavoro. Le imprese rappresentano il 23,4% dei soci fondatori di ciascun ITS, la percentuale sale se si analizza il dato relativo ai soci partecipanti (45,3%). Sono coinvolte nel percorso anche moltissime aziende che non fanno parte del partenariato della Fondazione, in media ogni corso coinvolge 14,8 imprese nella fase di tirocinio e di queste solo 2,6 sono imprese socie della Fondazione.

 

            Numero di ITS per Regione (17 coinvolte) Tot. 61

n.

Regione

3

Abruzzo

3

Campania

7

Emilia Romagna

2

Friuli Venezia Giulia

7

Lazio

4

Liguria

7

Lombardia

3

Marche

1

Molise

3

Piemonte

3

Puglia

1

Sardegna

5

Sicilia

3

Toscana

1

Umbria

6

Veneto

2

Calabria

 

 Con riferimento alle 6 Aree Tecnologiche:

Area Tecnologica

ITS

 

Efficienza energetica

n. 9

Mobilità sostenibile

n. 11

Nuove tecnologie della vita

n. 2

Nuove tecnologie per il Made in Italy:

 

•      Ambito Sistema agroalimentare (N. 9)

•      Ambito Sistema casa (N. 1)

•      Ambito Sistema meccanica (N. 11)

•      Ambito Sistema moda (N.5)

•      Ambito Servizi alle imprese (N. 2)

n. 28

Tecnologie innovative per i beni e le attività culturali - Turismo

n. 6

Tecnologie dell’informazione e della comunicazione

n. 6

Totale

n. 61

Numero corsisti

2400 circa

 

 Riferimenti normativi e statistici:

  • Decreto 7 Febbraio 2013 Linee guida di cui all’art. 52, commi 1 e 2 della Legge n.35 del 4 Aprile 2012, contenete misure di semplificazione e di promozione dell’istruzione tecnico professionale e degli istituti tecnici Superiori 7 Febbraio 2013 Linee guida di cui all’art. 52
  • Sito web INDIRE ITS

  

Lì, 08.10.2013                                    

 

IL RESPONSABILE UFFICIO DIDATTICA                                                                                                                   IL PRESIDENTE

                Alessandra Ferrari                                                                                                                               Giorgio Germani



 
Categoria: Uffici ANQUAP Data di creazione: 09/10/2013
Sottocategoria: Didattica Ultima modifica: 11/10/2013 12:06:30
Permalink: Gli Istituti tecnici superiori: la diffusione della cultura tecnica e scientifica, con l'obiettivo di uno scambio con il sistema economico e produttivo dei territori Tag: Gli Istituti tecnici superiori: la diffusione della cultura tecnica e scientifica, con l'obiettivo di uno scambio con il sistema economico e produttivo dei territori
Autore: Giorgio Germani, Alessandra Ferrari Pagina letta 1978 volte



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